VESTERĂ…LEN: IL MIO VIAGGIO IN UNO DEI POSTI PIU' SELVAGGI DELLA NORVEGIA


Da diversi anni, sia viaggiando con amici, sia accompagnando gruppi di persone, frequento il nord Europa in inverno, restando sempre nelle zone del Circolo Polare Artico, tra le isole Lofoten, Senja, Islanda. Ogni tanto qualcuno mi domanda: cosa ti spinge ad andare ogni inverno fin lassù? Beh, mi spinge la passione per queste terre, la cordialità della gente, l'aria diafana e la luce indescrivibile...e non solo della luce si tratta, ma anche del vento carico di umidità che sferza il viso, dei suoni, dell'odore salmastro, di un mondo intero di sensazioni, che spesso lega inscindibilmente a questi luoghi, una volta visitati.

Per il fotografo paesggista o naturalista, ma anche per il semplice amante della natura, queste regioni rappresentano una sorta di paradiso terrestre.

Quest'anno ho deciso di "esplorare" le isole Vesterålen: esse si trovano tra le isole Lofoten e l'isola di Senja. Sono un arcipelago situato sopra il Circolo Polare Artico e costituiscono uno dei distretti tradizionali della contea di Nordland.

L'arcipelago è costituito dalle isole di Langøya, Andøya, Hadseløya, Hinnøya, Austvågøy e molte altre isole minori e suddiviso tra i comuni di Andøy, Bø, Hadsel, Sortland e Øksnes.Nelle Vesterålen la natura è rimasta più o meno incontaminata da sempre, vi sono ancora le foreste  e le praterie in cui gli animali vivono tranquillamente. Numerosi sono anche i fiordi e i ghiacciai.

 

La programmazione.

Non essendoci mai stato, con  largo anticipo mi sono studiato i vari itinerari sulla carta. Molto utile in questi casi sono Google Earth e Google Maps. sia per tracciare un percorso virtuale e aggiungere segnaposto ( Google Heart ), sia per verificare la lunghezza e la durata del tragitto (Google Maps). Non avendo calendarizzato il viaggio, decido di aspettare per prenotare volo, alloggi e noleggio auto ad una settimana prima circa, quando l'affidabilità delle previsioni meteo arrivano all'80%. Per le previsioni mi sono affidato a due siti meteo molto validi e affidabili che dispongono ognuno anche di un'applicazione per smartphone: la prima è Weather Pro, itunes.apple.com/it/app/weatherpro molto bella e completa la seconda è YR stazione meteo norvegese https://www.yr.no (app: play.google.com/store/apps/no.nrk.yr).

 

Il periodo scelto è quasi obbigato, va dal 27 febbraio al 6 marzo "a causa" del  Coronal Hole (enorme macchia solare  evidenziata nell'immagine) che si è formato sul sole nei primi giorni del 2017, che in quei giorni si trova in concomitanza della Terra.

Il meteo è meteo è dalla mia, le previsioni di aurore forti pure, e allora dopo avere prenotato tutto...

 

SI PARTE!

Bisogna fare ben tre scali da Milano Malpensa (Copenaghen, Oslo, Evenes) per arrivare al piccolo aeroporto Harstad/Narvik di Evenes 

 Non sono tutte uguali tra loro, le Vesterålen, anzi. Alla linearità essenziale di Andøya, poco più di un ellisse sulla cartina geografica, si contrappone Langøya, l'isola più grande. Il suo profilo è intricato, le coste frastagliate e ricche di fiordi profondamente incassati, al punto da rendere difficoltoso seguirne lo sviluppo con l'aiuto della carta stradale. Per questo Ho decisi di dividere il viaggio in 2 tappe vista appunto questa particolare conformazione.

 

Prima tappa Sortland 

 

 

Sortland è strategico, perchè si trova nel centro fra i comuni di Bø, (verde) Hadsel, (giallo) Sortland (rosso)  e Øksnes (blu).

Sortland, il più grande comune della regione è conociuto anche come blåbyen, o la città blu, a causa delle molte sfumature di blu utilizzati sugli edifici in tutta la città. Il progetto in tutta la città è stato il frutto di artista locale Bjørn Elvenes, molto bello anche il ponte che sovrasta il fiordo.

 

 

 

Vicino a Sortland (8 chilometri) a Jennestad c'è Il vecchio Trading Post: un vecchio ufficio postate dove il tempo sembra si sia fermato. Situato vicino al mare è facilmente raggiungibile in barca adesso come 100 anni fa.

Il vecchio Trading Post.

 

Alloggieremo nel piccolo villaggio di Froskeland (significa terra fredda, il nome è tutto un programma) qui trascorrero i primi 4 giorni. Siamo sull'Eidsfjorden, qui spicca Reka, la “vanga”: mai nome fu più azzeccato per descrivere l’impressionante  triangolo verticale che sale dal mare per centinaia di metri e caratterizza la skyline di Langøya. È la vetta più celebre delle isole, culla dell’alpinismo nordico, gioiello di una catena montuosa del tutto simile a delle Alpi in miniatura.

 

 

Qui spicca Reka, la vanga.

 

NYKSUND

 

 

Partenza verso le nove di mattina, cielo terso e termometro che segna meno 11 gradi. Il navigatore ci dice che ci sono circa 46 chilometri e un'ora di viaggio per arrivare a destinazione; ce la prendiamo con calma per goderci tutto il paesaggio che ci porterà al piccolo villaggio di pescatori. A dieci chilometri dalla meta troviamo Myre. 

Myre è il centro amministrativo della municipalità di Øksnes Ha una popolazione di 1.995 abitanti ed è uno dei più grandi villaggi di pescatori in tutta la Norvegia.

Nyksund è un antico villaggio di pescatori sull'isola Langøya (parte dell'arcipelago Vesterålen) nella contea di Nordland.Nel 1874 la piccola comunità di pescatori apportò dei miglioramenti alla struttura del porto, edificando un molo e frangiflutti per meglio riparare le imbarcazioni e le abitazioni.Nel 1934 un incendio distrusse la zona portuale, mettendo in ginocchio la comunità locale.

Negli anni sessanta i negozi alimentari chiusero e nel 1975 una forte tempesta distrusse buona parte dell'abitato ed il molo. Anche i pochi che erano rimasti decisero di abbandonare Nyksund.

Nel 1984 un gruppo di giovani provenienti da tutto il mondo e coordinati da un progetto internazionale, ha riportato a nuova vita Nyksund, dotando il villaggio di energia elettrica. Nel 1995 sono state riaperti il bar ed un piccolo alimentari.

Oggi a Nyksund vivono stabilmente 16 persone provenienti da Nuova Zelanda, Germania, Norvegia ed Australia. 

 

MYRE.

 

Alcuni scorci di Nyksund.

 

 

 

 

 

Nykvåg

 

 

Oggi e nei prossimi giorni percorriamo la strada che porta a Nykvåg e Ovden, scendendo fino a Straume dentro e fuori dai numerosi fiordi, uno su tutti l'Annfjord.

Nykvåg è un borgo affacciato sull'oceano, poche case colorate disseminate su una costa bassa che fanno da corona ad un piccolo e suggestivo porto da pesca. Visiteremo Sigefjord e ci spingeremo fino all'Hognfjord.

Molti sono i paesaggi da favola, un susseguirsi di fiordi, alte montagne e case sparse qua e la non lasciano spazio alla monotonia.

E adesso un po’ di immagini.

 

 

 

Nykvåg è un borgo affacciato sull'oceano, poche case colorate disseminate su una costa che fanno da corona ad un piccolo e suggestivo porto da pesca.

 

 

La strada turistica nazionale (comparabile alla nostra autostrada) attraversa tutte le Vesteralen fino ad Andoya. Diversi ponti e gallerie collegano tutte le isole dell'arcipelago delle Vesterålen. Fuori dalla strada principae le strade sono strette e tortuose.

 

 

 

La casa nel bosco.

 

 

 

 

Un pò di aurore…

 

 

 

 

La bella chiesa di Kråkberget durante un tramonto epico.

 

 

Seconda tappa Andenes.

 

Nella seconda parte del viaggio ci spostiamo fino al piccolo avamposto di Andenes, che vanta una ricca tradizione di pesca ed è la base principale per il whale-watching nella Norvegia settentrionale. Durante il tragitto da Sortland ad Andenes, il paesaggio varia di continuo, diversamente dal resto delle Vesteralen, non solo montagne impervie ma anche pianure, lunghissime spiaggie e qua e là, montagne spuntano dal nulla.

Andenes sarà il nostro campo base per i prossimi giorni da dove partiremo per girare l'isola di Andøya. Oltre all'attrazione dei più grandi mammiferi del mondo, Andenes ospita anche una base aerea della NATO, un grande faro e un affascinante miscuglio di dipinti capannoni e case  con fisionomie molto diverse dal resto del nord della Norvegia. Sembra quasi di essere in un mondo a parte, se non fosse per gli immancabili stoccafissi appesi qua e la fuori dalle abitazioni.

 

 

Alcune foto scattate durante il tragitto da Sortland ad Andenes. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il faro di Andenes, inaugurato nel 1859 e tutt’ora in uso, è alto 40 metri. Provate a salirne sulla cima, coloro che ci riescono vengono premiati con un diploma. 

 

Nei pressi di Andenes si trova il piccolo paese di Bleik, incastonato fra alte e impervie montagne e spiagge bianchissime.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stamattina sveglia presto,la strada che dobbiamo percorrere da Andenes  per Narvik (dove alloggeremo l'ultima notte) direzione Stetind è molto lunga (370 Km) .Non per questo ci lasciamo scappare l'ultima alba ad Andenes.

 

 

Ormai il nostro viaggio sta per giungere al termine, ma l'ultimo giorno lo voglio dedicare a un mio pallino, il monte Stetind: Sono sempre stato innamorato di questo picco, che a causa del brutto tempo, negli scorsi anni non sono mai riuscito a vedere.

 

 

Stetind.

 

Il monte Stetind è la montagna nazionale norvegese, si trova nel Tysfjord, insieme ad altri giganti di granito. Alto 1392 metri è il più grande obelisco naturale in Nord Europa e si stima che abbia circa 1800 millioni di anni.

 

 

Eccomi davanti allo Stetind, questo luogo è talmente unico che temo di non riuscire a descriverlo come merita. Il cielo è terso (finalmente). Controllo le previsioni sulla presenza e l'intensità dell'aurora tramite due ottime applicazioni per smartphone che consiglio a tutti: la prima è AURORA (quella che uso prevalentemente) itunes.apple.com/us/app/my-aurora-forecast-northern-lights-borealis, la seconda anch'essa molto buona è AURORA FORECAST itunes.apple.com/it/app/aurora-forecast.

"Bene danno aurore già in atto con intensificazione verso sera! Troppo bello per essere vero!". Nonostante siano le due del pomeriggio, il termometro segna già meno 15 gradi, ma non sento il freddo, l'adrenalina è a mille... Questa giornata mi regarelerà tutte insieme le emozioni che non ho avuto negli anni precedenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono le 3 di mattina, è il momento di rientrare. Fra poche ore abbiamo il volo per tornare a casa e pertornare a Narvik devo guidare ancora un'ora. La nostra stanza d'albergo ha delle finestre grandi come quasi tutta la parete e di fuori ancora lei, la dama verde. I cavalletti ormai sono nella valigia e ce la godiamo comodamente sdraiati sul letto. Non riusciamo a chiudere occhio, troppo intense le emozioni della giornata. La mattina il copione non cambia, come è stato per tutto il nostro soggiorno cielo terso e nessuna nuvola all'orizzonte, saliamo in macchina e ci dirigiamo verso l'aeroporto, la stanchezza si fa sentire, 1980 chilometri di emozioni percorsi in una settimana... Arrivederci Norvegia!